Roberto Rebecchi - Coordinatore Progetto Ambulatorio Mobile
Il progetto dell'Ambulatorio Mobile ha rappresentato e rappresenta per Legambiente Solidarietà un passaggio significativo dal punto di vista della qualità dell'intervento e della maturazione delle persone che hanno creduto in questo progetto. Un progetto che ha permesso di realizzare un interveto di prevenzione e di cura a favore di popolazioni residenti in zone rurali, per le quali risulta difficile, se non impossibile, accedere alle strutture sanitarie presenti nei grandi centri urbani della Bielorussia e di raccogliere nel contempo dati di carattere scientifico indispensabili alla programmazione del lavoro futuro, sia delle organizzazioni internazionali che nazionali. Di altrettanta importanza è stato in questo progetto il trasferimento di competenze e conoscenze: la crescita del personale locale attraverso stage formativi in Italia, il confronto e il lavoro comune in loco hanno costruito basi solide per il futuro di questo progetto. La forza di questo progetto è stata la capacità e la volontà di coniugare le diverse competenze, indispensabili alla realizzazione di un programma di questa portata: un'Associazione di volontariato cheè stata in grado di coinvolgere in prima persona le Aziende Sanitarie, le Università, i tecnici specializzati nell'allestimento del mezzo, i tanti volontari impegnati in iniziative di raccolta fondi, le istituzioni locali, dalle Regioni, alle Province, i tanti Comuni, i numerosi Circoli e Comitati presenti sull'intero territorio nazionale, le aziende e i tanti
cittadini che hanno creduto nel nostro lavoro e nella "qualità" del progetto.
In questo nostro percorso sono stati determinanti i partner Bielorussi, in particolare l'Associazione Help, il personale medico e paramedico dell'Ospedale Provinciale di Luninets, la Regione di Brest, il Professor Demidcik del Centro Repubblicano Oncologico Tiroideo di Minsk, il Dipartimento Aiuti Umanitari della Repubblica di Bielorussia.
Abbiamo definito questo nostro metodo di operare "cooperazione dal basso", che non vuole essere alternativa o sostitutiva della cooperazione delle ONG o delle istituzioni nazionali ed internazionali, anzi: la nostra azione vuole essere prima di tutto un modo per fare politica. Una politica che rimetta al centro le persone e l'ambiente in cui esse vivono, per riconoscere ad ogni cittadino i propri diritti. Al di là delle definizioni che vogliamo dare alla cooperazione, dal basso, delle ONG, decentrata, governativa, è necessario un processo di responsabilità comune, che è proprio diritto e dovere di ogni cittadino "responsabile" e che passa non solo nell'impegno e nella realizzazione di interventi e di azioni concrete a livello internazionale, ma prima di tutto nelle semplici azioni del nostro vivere quotidiano, nelle politiche locali e nazionali. Per queste ragioni la cooperazione non può essere relegata ad una "categoria" di soggetti, ma deve divenire strumento di vita quotidiana. Solo attraverso la maturazione di questo concetto sarà possibile crescere come singoli individui e come collettività. Nei documenti di presentazione del progetto abbiamo utilizzato l'Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo: "Tutti gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza." Nello spirito di questo principio, giorno dopo giorno accompagniamo la nostra azione, con umiltà, con determinazione e con la consapevolezza delle nostre forze e delle nostre risorse, nel confronto e con la volontà di crescere. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile il progetto dell'Ambulatorio Mobile, e vorrei condividere con quanti vi hanno creduto la soddisfazione per i risultati ottenuti.