Ivano Ballestrazzi - Coordinatore sviluppo tecnico del mezzo
Ivano Ballestrazzi, volontario dell'Associazione Progetto Chernobyl di Legambiente Solidarietà di Carpi-Novi-Soliera, ha seguito il progetto "Ambulatorio Mobile" in qualità di responsabile tecnico dell'allestimento del mezzo. Dal 1999 al 2002 ha seguito l'intera fase della realizzazione dell'unità mobile.
Il mezzo utilizzato per l'allestimento dell'Ambulatorio Mobile è un Furgone Passo 3300 euro Iveco Daily, opportunamente adattato dalla Carrozzeria specializzata MM di Carpi (Mo). Nella zona posteriore del mezzo sono state ricavate una zona destinata all'anamnesi ed alla registrazione dei pazienti, fornita di computer e stampante e attrezzature per la raccolta dei dati ed un'altra zona, separata, riservata alle visite e alle ecografie, dotata di Ecografo Esaote e sonde lineari, una stampante per ecografo, una Centrifuga Labofuge 300 e di due frigoriferi per permettere la conservazione dei reperti e dei vetrini delle biopsie effettuate con la metodologia dell'ago aspirato.
La solidarietà che corre
Come può un mezzo meccanico coinvolgere la partecipazione di tante persone allo sviluppo di un progetto di Solid
arietà? A questa domanda si aggiungevano le preoccupazioni: perché il mezzo andava ad operare in un Paese lontano, perché sapevamo che esperienze di questo tipo non sempre avevano dato esiti positivi per varie motivazioni, preoccupazione che a volte ci frenava e ci metteva dubbi sullo sviluppo dell'iniziativa.
Si dovevano percorrere strade nuove, perché fino a quel momento ci eravamo limitati all'invio di carichi di materiali umanitari, o a piccoli interventi su persone o strutture, e, adesso, in un progetto di dimensioni diverse le preoccupazioni a tutti i vari livelli erano altissime. E fu proprio questo che ci permise di non demordere ma di continuare a sviluppare il progetto, andando alla ricerca di professionalità che avevano competenze specifiche e alla ricerca del coinvolgimento e della partecipazione paritaria e condivisa sul medesimo obiettivo di Associazioni, Enti e Istituzioni sia Italiane che Bielorusse. Avevamo iniziato a sperimentare un modo nuovo, certamente ancora non del tutto pienamente sviluppato, ma che ci permise di iniziare a parlare, per la prima volta, di cooperazione dal basso.
Lo sviluppo del mezzo è stato progettato sull' obiettivo preciso che volevamo raggiungere: continuare nel tempo e dare risposte a una parte importante dell'umanità, la parte più debole, operare a favore di bambini colpevoli solo di essere nati in un posto sbagliato del pianeta.
Tenuto in debito conto tutte le indicazioni dei medici, delle case produttrici delle strumentazioni, valutate le specificità del territorio dove deve operare, ci avviammo alla costruzione del mezzo. Per me, che ho lavorato per anni in un settore simile, è stata una grande sorpresa sentire "un'aria diversa" già dal momento degli acquisti dei materiali: le ditte e gli operai si sentono coinvolti, vogliono essere partecipi, chiedono delucidazioni, danno tante indicazioni… sentono gli obiettivi del progetto, capiscono che il mezzo deve durare nel tempo, essere ambulatorio mobile funzionale e bello, e chiedono di essere informati sul proseguo della vita e del progetto dell'Ambulatorio Mobile.
Finalmente l'Ambulatorio è finito, esce dalla fabbrica, inizia la prima corsa per le strade e le piazze Italiane. Tutti i Circoli, le Associazioni, le Ditte, le Istituzioni e tanti comuni cittadini che hanno concorso alla riuscita del progetto lo vedono e lo toccano, esprimono la loro soddisfazione… è una vera gara di entusiasmo alla solidarietà. Ma la corsa più grande ed impegnativa è stata svolta in questi tre anni di lavoro intenso ed altamente professionale in Bielorussia. Oggi traiamo le prime conclusioni di questo lavoro, con la presentazione dei dati di carattere medico scientifico raccolti dall'Ambulatorio e possiamo dire con soddisfazione che l'Ambulatorio ha raggiunto pienamente l'obiettivo per cui è stato progettato.
Sicuramente questo ha fatto si che la strada avviata, quella della cooperazione dal basso, possa diventare un punto di riferimento sul come agire quando bisogna affrontare tematiche nuove e molto difficili. Quando una cosa è condivisa e la si affronta con modestia e rispetto nessuna barriera o frontiera è invalicabile. Le persone con le loro intelligenze possono e debbono fare anche l'impossibile, lo dimostra questo progetto, che in questa prima parte della corsa è arrivato 1°.
Progetto Ambulatorio Mobile 2002 - 2005 - Ivano Ballestrazzi Coordinatore sviluppo tecnico del mezzo
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