LE AREE CONTAMINATE
La situazione delle zone di Russia, Bielorussia e Ucraina contaminate dall’incidente del 1986 è sempre più precaria; circa 5 milioni di persone abitano ancora oggi nell’area dove sono presenti i radionuclidi fuoriusciti a seguito dell’incidente. Le terre delle zone contaminate vengono regolarmente coltivate e la popolazione, date le difficoltà derivate dalla crisi economica, nonostante sia cosciente dei rischi a cui va incontro, si ciba costantemente di animali, prodotti della terra e dei boschi.
Non vengono effettuati sul cibo in numero sufficiente i controlli medico sanitari a carattere preventivo, a causa della scarsità dei mezzi e dei fondi a disposizione per tale scopo; in molte delle aree contaminate, in luogo dei 3 controlli all’anno previsti, ne viene realizzato uno soltanto o addirittura nessuno. Per quanto riguarda i bambini più piccoli, molto spesso l’infanzia (da 0 a 4 anni) non ancora scolarizzata resta totalmente fuori dal controllo, che viene realizzato con l’ausilio del sistema scolastico.
Come se ciò non bastasse stiamo entrando in una nuova fase negativa per le conseguenze di Chernobyl. Infatti, il plutonio 241 (uno degli elementi manifestatosi con lo scoppio della centrale), ha un tempo di dimezzamento pari a 14 anni e dimezzandosi si trasforma nell’americio 241, un elemento molto più pericoloso, perché a differenza del plutonio si diluisce molto di più nell’acqua e quindi si diffonde maggiormente nell’organismo. La situazione delle zone contaminate è sempre più difficile dunque: milioni di persone abitano ancora oggi nell’area dove sono presenti i radionuclidi fuoriusciti a seguito dell’incidente. Chi ha potuto ha lasciato inesorabilmente le aree colpite, ma chi non aveva i mezzi e la possibilità è rimasto, ed è oggi vittima delle conseguenze della nube radioattiva. Anzi, assistiamo ad un ritorno massiccio delle famiglie evacuate in zone dove era stata decisa l’evacuazione: la mancanza di lavoro, gli alti costi delle abitazioni delle città meno colpite dall’incidente provocano una vera e propria emigrazione di massa verso i villaggi abbandonati, divenuti centri di raccolta per coloro che fuggono dalla miseria o dalle altre Repubbliche che hanno difficili situazioni economiche, sociali e politiche, se non addirittura da zone con conflitti (come nel caso della Cecenia).
>> La popolazione colpita dall’incidente di Chernobyl (al dic. 2000)
| Bielorussia | Russia | Ucraina | Totale | |
|---|---|---|---|---|
| Persone evacuate 1986/2000 | 24.000 | 3.400 | 91.000 | 118.400 |
| Persone spostate in via cautelativa in altre zone 1991/2001 | 111.000 | 49.000 | 72.000 | 231.000 |
| TOTALE | 135.000 | 52.000 | 163.000 | 350.400 |
Fonte: Le conseguenze umane dell’incidente di Chernobyl, UNDP-UNICEF 2002
>> La popolazione colpita dall’incidente di Chernobyl (al dic. 2000)
| Bielorussia | Russia | Ucraina | Totale | |
| Persone spostate dalle zone contaminate | 135.000 | 52.400 | 163.000 | 350.400* |
| Persone che vivono nelle zone contaminate | 1.571.000 | 1.788.600 | 1.140.813 | 4.500.413 |
| Liquidatori 1986/87 | 70.371 | 160.000 | 61.873 | 292.244 |
| Liquidatori 1988/89 | 37.4439 | 40.000 | 488.963 | 566.402 |
| Invalidi** | 9.343 | 50.000 | 88.931 | 148.274 |
| TOTALE | 1.823153 | 2.091.000 | 3.189.477 | 7.130.630 |
*il dato comprende coloro che hanno deciso di spostarsi volontariamente
** le definizioni di “invalido” variano da paese a paese
Fonte: Le conseguenze umane dell’incidente di Chernobyl, UNDP-UNICEF 2002