Indice articoli

Lo sviluppo di nuove strategie
Angelo Gentili
Coordinatore Nazionale di Legambiente Solidarietà

LEGAMBIENTE SOLIDARIETA’
Dal 1994 è attiva all’interno di Legambiente una sezione che si occupa di interventi specifici in situazioni dove il danno ambientale si intreccia con il disagio sociale. Si tratta di iniziative di aiuto a popolazioni vittime di disastri ambientali, con un’attenzione prioritaria alla tutela dei diritti dell’infanzia.

COSA E’ IL PROGETTO CHERNOBYL E COME SI ARTICOLA
La campagna più significativa in atto è il PROGETTO CHERNOBYL, un’iniziativa di aiuto all’infanzia e alle popolazioni delle zone di Ucraina, Russia e Bielorussia colpite dal disastro nucleare del 1986. Nel corso di nove anni, dal 1994 a oggi, oltre 20.000 bambini e bambine di Chernobyl (dai 7 ai 12 anni) sono stati ospitati in Italia per soggiorni terapeutici di un mese, sono stati effettuati numerosi viaggi umanitari per la consegna di medicinali e attrezzature sanitarie agli ospedali delle zone colpite, sono stati attivati specifici progetti di cooperazione decentrata con alcune tra le aree più contaminate.
In particolare il progetto si articola in:
-    accoglienza estiva dei bambini provenienti dalle zone contaminate di Russia, Bielorussia e Ucraina per soggiorni terapeutici di un mese.
-    progetti di cooperazione internazionale quali il Progetto Humus, per lo sviluppo della produzione in loco di alimenti non contaminati, e l’Ambulatorio Mobile
-    attività di sensibilizzazione sul caso “chernobyl” attraverso campagne informative, il mensile “Festambiente news”, mostre ed esposizioni, l’ultima delle quali (una mostra di pittura) è stata realizzata a Kiev all’interno del Museo Nazionale di Chernobyl il 26 aprile 2002, in occasione dell’anniversario della tragedia.

OBIETTIVI DEL PROGETTO CHERNOBYL
Il Progetto Chernobyl ha scelto di occuparsi prioritariamente di bambini, non soltanto perché vengono individuati come i primi soggetti a rischio, per i danni provocati da isotopi radioattivi, ma soprattutto perché il nostro impegno ambientalista di salvaguardia e protezione, è teso al futuro.
Scegliere di aiutare esclusivamente i bambini residenti nelle zone contaminate è una scelta molto importante, ma come spesso accade in cooperazione internazionale aiutare i più bisognosi presenta molti ostacoli. Anche non perpetrare meccanicamente l’ospitalità sempre per gli stessi soggetti, ma operare al fine di immettere nel circuito degli aiuti umanitari bambini mai stati all’estero, rappresenta per noi un obiettivo prioritario perché buona parte dei bambini che abitano nelle zone più contaminate non hanno avuto la possibilità di un soggiorno terapeutico.

PUNTI SPECIFICI DEL PROGETTO DI OSPITALITA’
- Profilo scientifico: sulla scorta di una mappatura delle aree contaminate effettuata nei precedenti anni, la Legambiente orienta la selezione dei bambini ospitati, esclusivamente verso quei minori provenienti dalle zone rurali dove l’alimentazione è basata quasi esclusivamente sulle colture del luogo e costituisce la maggiore fonte di contaminazione. Aiutiamo quindi i bambini che presentano oggettivi indici di rischio e la cui permanenza in zone depresse e altamente contaminate configura un’alta necessità di intervento. I criteri di selezione vengono verificati grazie ad un programma sanitario che consente di segnalare alle autorità locali i soggetti maggiormente a rischio. Inoltre l’alimentazione basata su una dieta con cibo non radioattivo in un mese di ospitalità permette ai bambini di perdere, secondo i dati dell’ENEA, fino al 50% del Cesio 137 assorbito, il radionuclide più presente nell’organismo legato all’alimentazione con cibo radioattivo.
- Profilo psico-pedagogico: I bambini sono considerati semplici ospiti e non viene incentivato un rapporto di continuità tra singole famiglie e bambini. Non va dimenticato infatti che l’intervento si ispira ad un criterio di temporaneo supporto e che va rispettata l’identità familiare e nazionale di origine del bambino. In alcun modo un intervento di questo tipo può essere inteso come un affidamento o un’adozione. L’organizzazione di un programma collettivo, garantisce la normale socializzazione tra il gruppo dei bambini che parlano la medesima lingua ed un calibrato inserimento in un contesto di vita estraneo e nuovo.
- Profilo istituzionale: Legambiente collabora con i rappresentanti governativi, i Ministeri dell’Educazione e della Sanità, le municipalità dei Paesi di provenienza dei bambini. Per la parte italiana Legambiente, rispetta le indicazioni del Comitato per la Tutela dei Minori Stranieri che opera all’interno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Ambasciata Italiana a Minsk, ed opera in osservanza della normativa regolamentante i minori in Italia.
- Profilo politico: Legambiente è convinta  che la solidarietà nei confronti dei bambini vittime dell’incidente di Chernobyl e residenti nelle zone più contaminate sia molto importante come azione umanitaria ma perde di significato senza una risoluzione definitiva del problema Chernobyl. La chiusura della centrale avvenuta nel dicembre 2000 non deve far abbassare la guardia sulla situazione esistente nelle aree ad alta contaminazione né tantomeno significa aver messo definitivamente la parola “fine” sulla questione. Rimane il problema primario della messa in sicurezza della centrale che insieme a tutti gli altri impianti nucleari dell’est europeo rappresenta una bomba ad orologeria per l’intero pianeta.

I NUMERI DEL PROGETTO CHERNOBYL

ANNI DI ATTIVITÀ: 9
DATA DI INIZIO DEL PROGETTO: 1994
BAMBINI PORTATI IN ITALIA: Oltre 20.000 nel corso di nove anni di attività
ETA' DEI BAMBINI OSPITATI: I bambini ospitati hanno un'età compresa tra gli 7 ed i 12 anni.
NUMERO TOTALE BAMBINI OPERATI DI TUMORE TIROIDEO OSPITATI: 166
GRUPPI LOCALI COINVOLTI: 510
COORDINAMENTI REGIONALI: 9
FAMIGLIE COINVOLTE NELL’OSPITALITÀ: 15.256
SOSTENITORI DEL PROGETTO: 5.281
SIMPATIZZANTI PROGETTO CERNOBYL: 4.983
VOLONTARI COINVOLTI: 30.000

IL CONTESTO IN CUI OPERIAMO
Di tutti i paesi interessati dal fall out radioattivo, la Bielorussia è quello più colpito con oltre 2 milioni di abitanti coinvolti e 3.678 centri che rappresentano il 23% del territorio bielorusso.
Ma la situazione attuale dei paesi colpiti dall’incidente dal punto di vista sociale, economico e politico è gravissima: l’inflazione è in vertiginoso aumento, e conseguentemente aumentano sempre di più i prezzi di tutti i prodotti: in questo contesto la Bielorussia è uno dei paesi afflitti dalla crisi più grave. Gli stipendi medi di questo paese, già molto bassi, vengono spesso pagati con forti ritardi. La mancanza del carburante per il riscaldamento e per le auto è sempre più evidente ed il prezzo della benzina in continuo aumento. Ad aggravare un quadro già drammatico si aggiunge la disoccupazione, legata alla chiusura delle grandi industrie e all’impossibilità di coltivare ufficialmente le vaste aree agricole (a causa della contaminazione). Dal punto di vista politico la crisi che ha investito la Russia si è propagata nelle altre repubbliche, politicamente ed economicamente collegate, ed i rischi di un rapido processo di instaurazione di regimi antidemocratici è molto vicino. Questa situazione di grande difficoltà sta determinando inoltre un aumento dell’abbandono dei minori in strutture, la disgregazione di molti nuclei familiari, l’aumento dell’alcolismo, di suicidi, degli avvelenamenti, delle patologie legate al sistema nervoso e degli squilibri psichici. E’ sempre più urgente e necessario da parte della Comunità Internazionale e dell’Unione Europea in primo luogo un intervento di sostegno ai paesi dell’Est, che attraversano un momento così difficile. Senza tale sostegno, da attuarsi secondo Legambiente non solo con aiuti umanitari e progetti di cooperazione internazionale, ma anche con accordi di collaborazione economica, la situazione è destinata a precipitare inesorabilmente senza possibilità di recupero almeno nel breve periodo. In questo quadro difficile e complesso i fondi statali destinati alle spese sanitarie e di supporto alle popolazioni che vivono nelle aree più contaminate stanno diminuendo di anno in anno.

>> Percentuale delle spese per Cernobyl nel bilancio nazionale in Bielorussia (1992-2000)

Anno % bilancio nazionale
1992 19,9
1993 16,1
1994 10,1
1995 11,5
1996 10,9
1997 9,9
1998 8,9
1999 8,1
2000 6,4
2001 5,3

Fonte: Le conseguenze umane dell’incidente di Cernobyl, UNDP-UNICEF 2002

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