Prima scrittura del progetto risalente alla primavera 2000
Introduzione
L'obiettivo del progetto consiste nell'allestimento di un ambulatorio mobile dotato della strumentazione necessaria per effettuare analisi per la diagnosi di tumori alla tiroide, che sono patologie endemiche nelle aree rurali delle regione di Brest e di Gomel (Bielorussia).
I riflessi dell'incidente nucleare in Bielorussia
E' noto che a seguito dell'incidente nucleare del 26 aprile 1986 ampie zone della Bielorussia risultano contaminate: la direzione prevalente dei venti al momento della fuoriuscita di prodotti tossici ha fatto sì che a dispetto della collocazione delle centrale nello stato Ucraino, gli effetti più rilevanti si siano registrati più a nord, ovvero in Bielorussia ed in particolare nella regione di Gomel e Brest per quanto riguarda lo Iodio131. Immediatamente al di fuori della zona evacuata (circa una trentina di chilometri da Chernobyl) il fondo radioattivo è superiore ai quindici Curie per kmq, e le zone comunque superiori al Curie al kmq (pari a 37 Kbeq/mq) si estendono praticamente per tutta la regione, almeno fino a Vietka, che si trova a nord di Gomel. Per dare una misura di quanto significhi un Curie al kmq, è amministrativamente la radiazione al di sopra della quale non è consentito l'uso alimentare del latte munto nella zona.
Effetti della radiazione
La radiazione esplica i suoi effetti sulla salute dell'uomo in maniera molto complessa e solo in prima approssimazione lineare con la dose. E' comunque pacificamente accettato che la radiazione generi tumori, malformazioni genetiche, sia responsabile di forme di tubercolosi e deprima le difese immunitarie.
In particolare le forme tumorali possono essere in prima approssimazione collegate alla natura del radionuclide assorbito dato che ogni radionuclide viene assorbito differentemente dall'organismo umano. Ad esempio il Cesio che tende ad accumularsi nelle ossa (sostituendosi al Calcio a cui è chimicamente affine) provoca l'insorgenza di fenomeni tumorali ivi localizzati. Dato che i dettagli della catastrofe nucleare (quantità e natura delle sostanze liberate) sono conosciuti e dato che le proprietà nucleari di ogni elemento (in particolare tempo di dimezzamento, volatilità, peso atomico) sono note, è possibile una previsione delle patologie più diffuse.
elementi
Radionuclidi liberati dopo l'incidente: quantità, attività e tempo di dimezzamento (da "Il fondo di Cernobyl" - A.M. Ljuzko ed. Minsk "Belorusskaia Sovetskaia Enziklopedja" 1990)
Siccome la contaminazione prevalente in Bielorussia è dovuta ad elementi di peso atomico paragonabile e quello dell'aria (altrimenti se fossero troppo più pesanti, come il Plutonio, non si sarebbero allontanati troppo dal luogo della fuoriuscita e se fossero stati molto più leggeri, come l'idrogeno, si sarebbero diffusi uniformemente su tutto l'emisfero), e più specificamente Cesio, Stronzio e Iodio131, le forme tumorali più diffuse sono quelle generate da questi elementi, che tendono ad accumularsi nelle ossa (Cesio), muscoli (Stronzio) e tiroide (Iodio) provocando l'insorgenza di gozzo e tumori alla tiroide. Ha assunto in particolare una dimensione allarmante il problema dei tumori alla tiroide la cui insorgenza si osserva anche nei bambini, cosa clinicamente rarissima o del tutto ignota prima dell'incidente.
La situazione sanitaria
La sanità bielorussa versa in una situazione di particolare gravità: oltre alla moltiplicazione dei casi sanitari la Bielorussia nell'ultimo decennio è stata colpita da una profonda crisi economica e sociale. La riduzione delle risorse destinate ai settori socio sanitari unita all'aumento dei casi clinici derivati direttamente ed indirettamente dall'incidente nucleare, ha mandato in collasso il sistema sanitario bielorusso. In questa situazione il settore che ha subito il più drastico peggioramento è quello della prevenzione. Le risorse sanitarie residue sono destinate a fronteggiare i gravi casi conclamati e la persistenza dell'emergenza impedisce ogni programmazione o strategia di prevenzione. Il costo dell'assenza della prevenzione e della diagnosi precoce è enorme. Le patologie sono riconosciute solo al momento in cui la loro gravità è talmente evidente che non rimane spazio se non per l'intervento. Casi che si sarebbero potuti risolvere senza operazioni aggressive, se affrontati tardivamente non lasciano nessuno spazio di manovra.
Anche dal punto di vista più strettamente economico, il costo dell'assenza della diagnosi precoce è molto alto, perché il costo di operazioni ed ospedalizzazioni è nettamente superiore a quello degli interventi alternativi.
Come conseguenza della scarsità di risorse, il numero di apparecchiature diagnostico è altamente insufficiente. Per un'accurata opera di prevenzione, dato il livello di rischio, sarebbe opportuno che ogni residente effettuasse un esame alla tiroide ogni sei mesi. Gli strumenti per questo tipo di esame (gli ecografi con sonda opportuna) non sono però in numero sufficiente. Ad esempio l'ospedale di Reciza (che sovrintende un bacino di utenza assai maggiore dei pur numerosi 60.000 abitanti della città) dispone di solo quattro macchine di questo tipo.
Descrizione delle zone interessate dall'intervento
Le aree contaminate si trovano in un settore della Bielorussia piuttosto problematico dal punto di vista logistico. Si tratta infatti di aree prevalentemente rurali a bassa o bassissima densità di popolazione, dove i servizi ed i trasporti sono estremamente carenti. Mentre le grandi città delle Bielorussia possono offrire servizi paragonabili a quelli disponibili nei paesi occidentali, le campagne si trovano in una situazione di arretratezza difficile da credere. In alcun villaggi l'elettrificazione non è mai stata conclusa, il lavoro nei campi avviene senza meccanizzazione, mancano le strade asfaltate e nella stagione del disgelo le comunicazioni diventano estremamente difficili. Un'opera di diagnosi e prevenzione che preveda l'accesso della popolazione rurale ai servizi delle città, spesso ad alcune ore di camionabile di distanza, non appare una soluzione praticabile. Del resto il mantenimento di presidi medici in zone a così bassa densità di popolazione crea problemi economici non secondari, data la scarsità di risorse della sanità bielorussa.
La popolazione delle aree contaminate che si trova nella situazione di difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie di base è di circa trecentomila persone con un'enorme incidenza di minori.
L'intervento
E' a partire da questa analisi che il Progetto Chernobyl, comitato di Carpi, Novi e Soliera, con la collaborazione del coordinamento dei comitati Chernobyl delle province di Modena e Reggio Emilia intende realizzare un ambulatorio mobile attrezzato per lo svolgimento dell'ecografia tiroidea per uno screening ad ampio raggio nelle zone contaminate. Questo intervento si pone nell'ottica di rafforzare le strutture di prevenzione e di diagnosi tramite fornitura di apparecchi specializzati e tramite elaborazione di soluzioni che permettano l'accesso alle prestazioni sanitarie anche alla popolazione delle campagne.
E' stata posta particolare cura ad avvalersi di soluzioni standard anche per la Bielorussia, per facilitare la manutenzione, il reperimento di pezzi di ricambio e gli eventuali upgrade.
Le stesse attenzioni sono state dedicate alla parte strumentale, tanto all'ecografo quanto alle attrezzature volte alla raccolta ed alla trasmissione dei dati.
E' stato previsto l'uso di mezzi informatici per la raccolta dei dati in vista della possibilità di trasmetterli più facilmente anche verso l'Italia per permetterne un trattamento più semplice e rapido.
E' inoltre evidente che un intervento come quello dell'ambulatorio mobile deve inserirsi in un quadro più ampio coordinato dalla Sanità pubblica bielorussa, che permetta l'utilizzo delle informazioni e diriga i pazienti verso le strutture più adeguate.
Data la rigidità e la tendenza a rifuggire le responsabilità tipica della situazione burocratica bielorussa, non è possibile fare affidamento sugli enti locali, in genere teoricamente interlocutori più adatti date sia le dimensioni dell'intervento sia dell'associazione proponente. Diventa quindi necessario fare riferimento alle strutture di vertice, in particolare al Ministero della Sanità. E' con tale ente che è in corso di definizione un protocollo di intesa che regolamenti l'uso dell'ambulatorio mobile, il numero di esami, le zone di utilizzo ed eventualmente la condivisione dei dati con strutture pubbliche italiane: Servizio di Fisica Nucleare dell'Azienda Sanitaria Locale 9 di Grosseto con la quale è già stato sottoscritto un accordo, (allegato1) copia e con l'Azienda Policlinico di Modena (allegato 2) con la quale si stanno stabilendo i termini di una collaborazione concreta, nonché le modalità di verifica degli interventi.
I dettagli di questa negoziazione saranno definiti solo con contatti diretti programmati, i primi avvenuti a giugno 2000 altri successivi sono previsti a marzo/aprile 2001 e che dovrebbero portare alla definizione e firma del protocollo di intesa.
Relazione analitica sul progetto
Situazione attuale e futuri sviluppi del contesto socioeconomico all'interno del quale il progetto si colloca e identificazione dei principali problemi da risolvere
La congiuntura di problemi che hanno colpito la Bielorussia, contaminazione e crisi economica, è tale che al momento la maggior parte degli sforzi dell'autorità del luogo e delle ONG che operano sul territorio è rivolto agli interventi di emergenza, all'assistenza e agli aiuti umanitari. E' opinione comune, però, che tali interventi debbano essere affiancati da una progettualità che incida sulla situazione di fatto e porti elementi di cambiamento utili a modificare lo stato attuale. In quest'ottica, il Comitato Chernobyl di Carpi Novi e Soliera individua nella prevenzione la chiave per alleviare la pressione sulla disastrata sanità bielorussa. Paradossalmente la prevenzione, in un regime di scarsità di risorse, viene sacrificata agli interventi urgenti e di emergenza. Si crea quindi una spirale perversa per cui la situazione è quella dell'emergenza permanente. E' con il puntare alla prevenzione che il presente progetto vuole contribuire ad un cambiamento del contesto attuale.
Programmi analoghi nello stesso settore previsti e/o in corso di realizzazione nel paese ed eventuali interazioni con il progetto proposto
Non sono noti progetti analoghi in corso nell'area di Brest. Non si rischiano quindi sovrapposizioni con lo screening effettuato da altri laboratori mobili. Il coordinamento, nel caso di futura presenza di altri ambulatori mobili, dovrebbe essere garantito dal fatto che il progetto viene approvato dai vertici delle istituzioni sanitarie bielorusse.