Esseri umani tra altri esseri...
di Roberto Rebecchi
Scarica il Report del Progetto Rugiada dell'anno 2020 (2,03 MB)
"Dio perdona sempre, noi perdoniamo alcune volte sì alcune volte no, la terra non perdona mai’ 1
L’anno 2020 è iniziato con quello che si può senz’altro definire un olocausto. In Australia oltre 3 miliardi di animali sono stati vittime degli immensi incedi che hanno coinvolto il Paese: gli esperti non sono in grado di stabilire il numero effettivo di animali uccisi dalle fiamme, ma dichiarano che molto probabilmente anche quelli sopravvissuti difficilmente riusciranno a conservarsi e a riprodursi in un ambiente divenuto ostile. Ma la natura ha saputo molte volte sorprenderci, basta lasciarla fare!
Paradossalmente, infatti, dopo il terribile fallout radioattivo conseguente all’esplosione alla Centrale nucleare di Chernobyl e l’abbandono dei territori circostanti in un raggio di 30 chilometri, ha permesso via via negli anni alla flora e alla fauna di re-impossessarsi della così detta “zona morta”.
Luoghi inospitali e pericolosi per gli alti livelli di contaminazione per l’uomo hanno visto proliferare una biodiversità inaspettata: volpi, orsi bruni, bisonti, lupi, linci, cavalli, pesci e oltre 200 specie di uccelli hanno fatto della “zona morta” il loro habitat e il loro rifugio.
Un “oasi naturalistica” dove da 34 anni l’essere umano non vive e dove l’adattamento animale e vegetale ha visto, in taluni casi, insorgere mutazioni e modifiche genetiche.
Sono due situazioni che, seppure per cause diverse, hanno visto l’uomo compromettere l’ambiente e incidere pesantemente sull’habitat per via di scelte e sfide incaute, mettendo così a rischio la sua stessa sopravvivenza, oltre a quella delle altre specie.
Ora anche la Pandemia ha contribuito a evidenziare la fragilità dell’essere umano e delle nostre comunità: non si può proseguire oltre nella distruzione di ecosistemi ormai divenuti sempre più fragili e solo per trarne sempre maggiore profitto, anziché tutelare, non solo per una questione utilitaristica ma anche etica e morale, ogni singola forma di vita presente e futura e l’unico pianeta nel quale viviamo che condividiamo.
Tendiamo, vuoi per un senso di impotenza vuoi per una sorta di autodifesa, a sfuggire dalle sofferenze che ci circondano e, più spesso per indifferenza, a rimuovere o a dimenticare le tragedie ormai lontane nel tempo, ma le cui conseguenze sono drammaticamente ancora attuali.
Il fallout radioattivo di Chernobyl e il conseguente irradiamento nucleare, oltre al rinascere della natura nella zona abbandonata e inospitale per l’uomo, è causa ancora oggi di patologie che colpiscono soprattutto le popolazioni residenti nelle zone più rurali della Bielorussia meridionale.
Esse sono lasciate sempre più sole, ancora di più in quest’anno terribile che, a causa della pandemia, non ha permesso i soggiorni all’estero di quelle magliaia di bambini e bambine che trascorrevano nei vari Paesi europei le loro vacanze terapeutiche.
Sono mancati altresì i viaggi delle tante delegazioni internazionali in Bielorussia e con loro gli aiuti materiali ed economici. A ciò si è aggiunta la situazione successiva alle delle elezioni presidenziali del 9 agosto che hanno confermato Alexander Luakscenko alla presidenza e animato le proteste della popolazione per l’esclusione dei candidati dell’opposizione e le evidenti irregolarità in fase di scrutinio.
A tutt’oggi proseguono le proteste della popolazione e con esse la dura repressione da parte delle forze di polizia e militare. Prosegue poi la pandemia anche in Bielorussia, come nel resto del mondo.
In questo quadro complesso e drammatico, riteniamo indispensabile continuare il nostro sostegno al progetto di accoglienza in loco, per garantire comunque un ristoro a chi vive in territori abbandonati e contaminati. Nell’agosto appena trascorso abbiamo sostenuto, nonostante le difficoltà riscontrate dai Circoli locali nel realizzare campagne di raccolta fondi, l’accoglienza di 46 bambini preso un centro di risanamento e con caparbietà e convinzione ci adopereremo per dare vita anche per la prossima estate al Progetto Rugiada. In questo progetto, la cura dell’ambiente naturale e quella dei bambini si fondono e si contemperano, portando non soltanto risanamento ma anche educazione al rispetto delle risorse e della Terra.
Solo se ci renderemo davvero consapevoli di essere solo una parte della natura in senso lato, non di essere noi i padroni della natura, potremo imboccare l’unica strada possibile per salvare tutti assieme il pianeta che ci è stato donato e stiamo solo custodendo per le future generazioni e per tutte le specie viventi.
“… ciò che sta in alto sta anche in basso e ciò che sta basso è come ciò che sta in alto. E che tutte le cose sono una cosa sola, che si può chiamare natura” 2 .
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1 Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Terra
2 L’assemblea degli animali, Filelfo, Einaudi – Stile libero BIG, 2020