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A cura di Lucia Venturi
Questo libro, attraverso racconti di storie vissute, vuole porre l’accento sulla necessità di mantenere vivo il ricordo di una tragedia che é ancora quotidianità per tante persone – a cominciare dai bambini, tra le principali vittime - e vuole indicare una strada diversa per il futuro dell’energia.
Vent'anni fa un incidente alla centrale nucleare di Cernobyl ha causato uno dei peggiori disastri della storia civile contemporanea.

Il fall-out radioattivo ha interessato oltre 1.500 chilometri quadrati di territorio tra Bielorussia, Ucraina e Russia e ha coinvolto più di sei milioni di persone. In molte regioni, soprattutto in Bielorussia, la popolazione vive ancora oggi a livelli di radioattività esorbitanti.


La centrale di Cernobyl ha cessato la sua attività nel dicembre 2000. Ma ancora non è stato realizzato nessun intervento di messa in sicurezza e il sarcofago che copre i resti del reattore esploso presenta evidenti segni di cedimento. E a quasi vent'anni dal referendum che ha decretato la fine del nucleare in Italia, c'è chi vorrebbe reintrodurlo anziché mettere mano a una seria politica energetica basata sulle rinnovabili.

Questo libro, attraverso racconti di storie vissute, vuole porre l'accento sulla necessità di mantenere vivo il ricordo di una tragedia che è ancora quotidianità per tante persone, a cominciare dai bambini, tra le principali vittime - e vuole indicare una strada diversa per il futuro dell'energia.

A cura di Lucia Venturi. Con contributi di Roberto Della Seta, Gianni Mattioli, Massimo Scalia, Sergio Zavoli, Paolo Gentiloni, Ermete Realacci, Roberto Rebecchi, Peppe Ruggiero, Massimo Tosti Balducci, Paolo Diciotti, Angelo Gentili, Lucia Venturi, Simonetta Grechi, Pierluigi Senatore, Stefano Generali, Stefano Ciafani, Edoardo Zanchini, Massimo Serafini, Herman Scheer.